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Al Policlinico Gemelli un Centro Integrato di Senologia all’avanguardia. Intervista a Cristina Accetta

Un servizio di Terapie Integrate a supporto delle donne con tumori al seno. Un ponte tra il trattamento specialistico basato sulle più recenti acquisizioni della medicina tradizionale e le tecniche di medicina integrata per garantire una cura della persona nella sua unità psico-fisica e controllare sintomi correlati ai trattamenti chirurgici e farmacologici.

È quanto offre il il Servizio di Terapie Integrate presso la Fondazione Policlinico Gemelli a Roma. Nato nel luglio del 2014, il Centro ha già curato in media circa duemila pazienti all’anno. Quattro anni di grande impegno che hanno visto crescere sempre di più il gradimento delle donne verso le medicine integrate – dalla fitoterapia alle sostanze naturali, dalla mindfulness al Qi gong, dai trattamenti di riflessologia plantare all’agopuntura – preziosi ausili per alleviare il pesante carico della malattia oncologica. Un’offerta terapeutica che dal novembre del 2016 si è arricchito ancora di più grazie all’apertura di un ambulatorio di medicina omeopatica. A tutt’oggi sono state somministrate nell’ambulatorio del Policlinico romano oltre 160 prestazioni con un trend in crescita. Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Cristina Accetta

Dottoressa Accetta, la Fondazione Policlinico Gemelli è un importantissimo Centro di riferimento per le donne con tumori al seno nel Centro Sud. Qual è il valore aggiunto del Centro di terapie integrate?
Quello di offrire alle donne, accanto alla medicina tradizionale che rimane l’asse portante, cure integrate che consentono di aumentare la compliance alle terapie e avere una condizione di vita il più soddisfacente possibile. Questo significa mettere al centro la paziente e non la malattia. Vuol dire far diventare le donne il più possibile parte attiva del percorso di cura stimolando la loro reattività alla malattia e portarle a riscoprirsi. Le donne ricevono infatti un inquadramento olistico proprio con l’obiettivo di poter trattare la patologia oncologica prestando attenzione ad esigenze meno ascoltate (disturbi menopausali, ansia e depressione, insonnia) alla loro qualità di vita e a quella di chi sta loro intorno. Realizziamo quindi un percorso di cura il più possibile personalizzato, nel quale la paziente non è protagonista passiva. Cerchiamo di capire quali sono le abitudini di vita delle donne che si rivolgono a noi e, indipendentemente dall’iter terapeutico che dovranno affrontare, trasmettere loro l’importanza di strumenti di prevenzione primaria, quali nutrizione e attività fisica. Questo le chiama in causa in prima persona: significa cambiare stile di vita, imparare quindi a prestare attenzione a quello che si mangia, a mettersi in “movimento” non necessariamente andando in palestra, ma magari iniziando a fare lunghe passeggiate.

Come si inseriscono quindi le medicine integrate nell’ambito delle cure allopatiche?
Sono un supporto nel percorso di cura delle donne che devono sottoporsi a trattamenti chemioterapici, a radioterapia o a terapie ormonali. Prodotti e medicinali omeopatici vengono per esempio utilizzati per trattare gli effetti collaterali della radioterapia in particolare per la prevenzione delle radiodermiti.

Mi spieghi 
La radioterapia può determinare lo sviluppo di eritemi della cute (fino a quadri simili ad ustioni) ed edema del tessuto sottocutaneo e della ghiandola mammaria, con sofferenza della paziente e possibili rallentamenti nel completamento del trattamento per la necessità di sospensione. Il riuscire a prevenire e trattare queste radiodermiti diventa pertanto un obiettivo importante dal punto di vista oncologico, integrandoci con i farmaci tradizionalmente usati.

Somministriamo quindi granuli per bocca associati ad un’abbondante idratazione mentre alle pazienti che hanno anche difficoltà nell’idratazione abituale suggeriamo la diluizione in acqua. Ma utilizziamo terapie integrate anche per donne, spesso giovani, con disturbi come vampate di calore, disturbi dell’umore e del sonno, dolori osteoarticolari, correlati ad una menopausa indotta.  Parliamo di effetti correlati alle terapie ormonali che non sempre trovano soluzioni nella medicina allopatica tradizionale e che invece riusciamo a contrastare grazie a farmaci omeopatici.

La conoscenza è un importante strumento per accrescere la consapevolezza delle donne. Portate avanti iniziative in tal senso?
Certamente, terapie integrate vuol dire anche didattica. Nel nostro Centro organizziamo seminari su stili di vita e alimentazione rivolti alle pazienti, ma anche master formativi per operatori sanitari sulle terapie integrate nelle patologie oncologiche femminile. A questo si aggiungono le attività di prevenzione che conduciamo nell’ambito della Carovana della Prevenzione, un Programma nazionale itinerante di promozione della salute femminile ideato da Komen Italia per offrire alle donne di tutta Italia consulenze specialistiche ed esami diagnostici di prevenzione.