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	<title>Dott. Andrea Solinas - Omeopatia</title>
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		<title>Agopuntura e morbo di Parkinson</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 22:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli MTC]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andreasolinas.com/?p=1172</guid>
		<description><![CDATA[I risultati negli animali da esperimento hanno dimostrato che l&#8217;Agopuntura è una terapia neuroprotettiva che aumenta vari agenti neuroprotettivi come il fattore neutrofico cerebrale, il fattore neurotrofico gliale e la ciclofillina A.Inoltre l&#8217;agopuntura diminuisce i processi di morte cellulare e &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/agopuntura/articoli-mtc/agopuntura-e-morbo-di-parkinson/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>I risultati negli animali da esperimento hanno dimostrato che l&#8217;Agopuntura è una terapia neuroprotettiva che aumenta vari agenti neuroprotettivi come il fattore neutrofico cerebrale, il fattore neurotrofico gliale e la ciclofillina A.Inoltre l&#8217;agopuntura diminuisce i processi di morte cellulare e attenua lo stress ossidativo ai neruroni dopaminergici della &#8220;sostanza nigra&#8221;.</div>
<div>I risultati suggeriscono che l&#8217;applicazione precoce della Agopuntura al morbo di Parkinson può aiutare l&#8217;efficacia del trattamento.</div>
<div><a title="Neurological research." href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20034437#">Neurol Res.</a> 2010 Feb;32 Suppl 1:5-9.</div>
<h1>Recent development of acupuncture on Parkinson&#8217;s disease. <span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-weight: 300;"><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Joh%20TH%22%5BAuthor%5D">Joh TH</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Park%20HJ%22%5BAuthor%5D">Park HJ</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Kim%20SN%22%5BAuthor%5D">Kim SN</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Lee%20H%22%5BAuthor%5D">Lee H</a>.</span><span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-weight: 300;">Department of Neurology and Neuroscience, Weill Cornell Medical College, New York, NY 10021, USA.</span></h1>
<div>
<h4>OBJECTIVES:</h4>
<p>Parkinson&#8217;s disease is a complex disease with multiple etiological factors involved in disease pathogenesis, and the molecular and cellular pathways for neurodegeneration are still elusive.</p>
<h4>METHODS:</h4>
<p>We reviewed all the relevant laboratory findings regarding acupuncture mechanism on Parkinson&#8217;s disease.</p>
<h4>RESULTS:</h4>
<p>Acupuncture treatments in animal experiments have generated valuable mechanistic insights of Parkinson&#8217;s disease and shown that acupuncture therapy is in fact a neuroprotective therapy which increases various neuroprotective agents such as brain-derived neurotrophic factor, glial cell line-derived neurotrophic factor and cyclophilin A. In addition, acupuncture therapy decreases cell death processes and attenuates oxidative stress to substantia nigra dopaminergic neurons.</p>
<h4>DISCUSSION:</h4>
<p>These results suggest that early application of acupuncture therapy for Parkinson&#8217;s disease patients may be helpful for the best efficacy of acupuncture treatment.</p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Ma è necessario assumere le &#8220;statine&#8221; ?</title>
		<link>http://www.andreasolinas.com/domande-frequenti/domande-e-risposte-su-vari-argomenti/ma-e-necessario-assumere-le-statine/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 18:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domande e risposte su vari argomenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da più di due decenni nelle nostre tavole dobbiamo confrontarci con un terribile nemico: IL COLESTEROLO ! Quando eseguiamo esami di laboratorio di routine una delle principali preoccupazioni è il valore del colesterolo. Ci giungono messaggi terrorizzanti da più parti: &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/domande-frequenti/domande-e-risposte-su-vari-argomenti/ma-e-necessario-assumere-le-statine/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da più di due decenni nelle nostre tavole dobbiamo confrontarci con un terribile nemico: IL COLESTEROLO ! Quando eseguiamo esami di laboratorio di routine una delle principali preoccupazioni è il valore del colesterolo.</p>
<p>Ci giungono messaggi terrorizzanti da più parti: ma è davvero così pericoloso il colesterolo?</p>
<p>Il colesterolo come sappiamo da molti decenni è un costituente fondamentale del nostro corpo, presente in particolare nel cervello e nei nervi, inoltre è utilizzato per la produzione di ormoni, acidi biliari e vitamina D.</p>
<p>Il colesterolo può essere ingerito ma perlopiù viene sintetizzato dal nostro corpo: meno ne ingeriamo con la dieta e più ne produciamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CUORE</p>
<p>Per ragioni tuttora non chiarite, i problemi cardiaci dovuti alle coronarie aumentarono moltissimo a partire dagli anni 20 in tutto il mondo industrializzato fino a diventare la principale causa di morte prematura e nel 1950 un medico americano, John Gofman ipotizzò che la causa fosse il colesterolo.</p>
<p>Si scoprì che nel materiale che ostruiva le arterie era presente anche colesterolo e che alcuni pazienti che soffrono di una rara malattia genetica, la ipercolesterolemia familiare sono colpiti frequentemente da disturbi coronarici: a questo punto colesterolo e disturbi cardiaci furono correlati.</p>
<p>Tuttavia restavano dei punti oscuri, perché le placche aterosclerotiche presenti nei pazienti sofferenti di ipercolesterolemia familiare erano diverse, inoltre in pazienti col alti livelli di colesterolo dovuti a mixedema o altre patologie non si verificava un aumento della patologia coronarica, e ancora alti livelli di colesterolo non sono associati ad un aumento della patologia coronarica negli ultrasessantenni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.andreasolinas.com/wp-content/uploads/2011/10/colesterolo-alto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1155 aligncenter" title="http://dieta.pourfemme.it/foto/colesterolo-alto-dieta-equilibrata/" src="http://www.andreasolinas.com/wp-content/uploads/2011/10/colesterolo-alto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La correlazione tra la dieta e la malattia coronarica fu fatta da un altro medico americano, Ancel Keys nel 1953, in relazione ad alcuni dati che sembravano indicare una maggiore incidenza di morti per malattie coronariche in paesi che consumavano più grassi (successivamente si è visto che lui ha utilizzato solo i dati a favore della sue ipotesi)</p>
<p>A questo punto sono iniziati vari studi su questa correlazione: uno dei più importanti lo studio di Framingham in Massachussetts alla Harvard Medical School.Dopo 22 anni le conclusioni furono: NON ESISTE NESSUNA RELAZIONE EVIDENTE TRA LA DIETA E LO SVILUPPO DI PATOLOGIE CORONARICHE .</p>
<p>Nel 1997, dopo 27 anni, il Journal of American Medical Association  (JAMA) ugualmente non trovò alcuna correlazione tra dieta ricca di grassi e malattia coronarica.</p>
<p>Una delle più estese ricerche mediche mai compiute, il Multiple Risk Factor Intervention Trial, che coinvolse 28 centri medici e 250 ricercatori, che studiarono 361000 soggetti  a rischio coronarico ai quali ridussero fortemente il colesterolo  nella dieta e le calorie totali: le conclusioni furono che questo intervento non fu di nessun beneficio sulla mortalità per cause coronariche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I risultati dello studio dell&#8217;OMS in ambito europeo per la prevenzione della malattia coronarica, furono definiti deludenti perché ancora una volta non trovarono correlazione tra la dieta e la patologia coronarica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono alcuni dati che suggeriscono una correlazione tra aumento del consumo di margarina al posto del burro e l&#8217;aumento di morte per cause coronariche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I PERICOLI DI BASSI LIVELLI DI COLESTEROLO</p>
<p>Mentre da anni i media si sono concentrati sui supposti effetti negativi del colesterolo sono stati ignorati i pericoli di bassi livelli di colesterolo.</p>
<p>Dal 1972 sono stati pubblicati più di venti studi sulla correlazione tra colesterolemia e cancro e la maggior parte hanno associato bassi livelli di colesterolo nel sangue ad un aumento di tumori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un grosso studio condotto in Giappone durato 20 anni ha concluso  che bassi livelli di colesterolo sono associati ad aumento di incidenza di ictus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La maggior parte degli studi sul colesterolo non includeva gli anziani: uno studio su ottuagenari in Islanda a Reykiavik ha dimostrato una mortalità molto inferiore degli individui con alti livelli di colesterolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due lavori pubblicati in Cancer Epidemiology, Biomarkers &amp; Prevention indicano una correlazione significativa tra alti livelli di Hdl e minore incidenza di tumori maligni in generale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FARMACI PER IL COLESTEROLO</strong></p>
<p>Nonostante le evidenze che i cambiamenti dietetici non influivano sulla mortalità coronarica, gli sforzi di concentrarono sui farmaci.</p>
<p>Dopo molti anni di esperimenti con effetti collaterali disastrosi con vari farmaci, dal Triparanolo alla Colestiramina e infine al Clofibrato, sponsorizzato dall&#8217;OMS, che evidenziò molti più decessi nei pazienti che assumevano il clofibrato.</p>
<p>Infine nonostante i precedenti del triparanolo venne approvato per uso &#8221; a vita&#8221; , dopo un brevissimo periodo di studio, un altro inibitore della sintesi epatica del colesterolo, la LOVASTATINA (da cui devivano la SIMVASTATINA e la PRAVASTATINA)</p>
<p>Nel 1993 una metanalisi su tutti gli studi relazionati con la riduzione farmacologica del colesterolo, mostrarono un leggero beneficio solo in pazienti al altissimo rischio, mentre negli altri casi la mortalità aumentava.</p>
<p>Gli effetti collaterali possibili della statine vanno dalla gotta alle aritmie, dalla depressione all&#8217;emicrania, fino alla rabsomiolisi.</p>
<p><strong>NON ESISTONO IN REALTA&#8217; STUDI CHE DIMOSTRINO UNA MAGGIORE ASPETTATIVA DI VITA NEI PAZIENTI CHE ASSUMONO STATINE</strong>: la cosa incredibile è che questo è talmente vero che le case farmaceutiche non si possono esimere dal segnalarlo nel foglietto illustrativo, e allora  prendiamo una delle statine più utilizzate per esempio la rosuvastatina (Crestor) e andiamo a leggere nei meandri del <strong>foglietto illustrativo</strong>:</p>
<p><strong>GLI STUDI DI MORTALITA&#8217; E MORBILITA&#8217; CON CRESTOR NON SONO ANCORA STATI COMPLETATI: ROSUVASTATINA QUINDI NON HA ANCORA DATO PROVA DI PREVENIRE LE COMPLICAZIONI ASSOCIATE ALLE ANOMALIE LIPIDICHE, COME LE MALATTIE CORONARICHE</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>J W Gofman, et al. The role of lipids and lipoproteins in atherosclerosis . <strong>Science</strong>. 1950; 111: 166.<br />
J P Strong, H C McGill jr. The natural history of coronary atherosclerosis. <strong>Am J Pathol.</strong> 1962; 40: 37.<br />
W F Enos, R H Holmes, J Beyer. Coronary disease among United States soldiers killed in action in Korea. Preliminary report. <strong>JAMA</strong> 1953; 152: 1090.</p>
<p>A Keys. Atherosclerosis: a problem in newer public health. J Mt Sinai Hosp. 1953; 20: 118.<br />
J M McMichael. Fats and atheroma: an inquest. BMJ . 1979; 279: 890.<br />
- Diet and coronary disease. Acta Med Scand . 1980; 207(3): 151.<br />
E B Smith, R H Smith. Early changes in aortic intima. Atheroscler Rev. 1976; I: 119.<br />
V J Wass, et al. Does the nephrotic syndrome increase the risk of cardiovascular disease? Lancet. 1979; ii: 664.<br />
R A Moore. Variation in serum cholesterol. Lancet . 1988; ii: 682.<br />
Editorial. Virus infections and atherosclerosis. Lancet. 1978; ii: 821.<br />
J L Houghton, T W von Dohlen, M J Frank. Myocardial ischaemia without atherosclerosis. Postgrad Med . 1989; 86 (5): 121.<br />
J M Woodhill, et al. Low fat, low cholesterol diet in secondary prevention of coronary heart disease . In: D Kritschevky, R Paoletti, W L Holmes Eds. Drugs, lipid metabolism and atherosclerosis. New York: Plenum Press, 1978: 317.<br />
Diet and Cardiovascular Disease. Committee on Medical Aspects of Food. DHSS. 1984.<br />
W B Kannel and T Gordon. The Framingham Diet Study: diet and the regulations of serum cholesterol (Sect 24). Washington DC, Dept of Health, Education and Welfare, 1970.<br />
W B Kannel and W P Castelli. Is serum cholesterol an anachronism? Lancet . 1979; 2: 950.<br />
M W Gillman, et al. Inverse association of dietary fat with development of ischemic stroke in men. JAMA 1997; 278: 2145.<br />
Multiple Risk Factor Intervention Trial. J A M A . 1982; 248: 1465.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>E&#8217; vero che i vegetariani vivono più a lungo dei non-vegetariani?</title>
		<link>http://www.andreasolinas.com/domande-frequenti/domande-e-risposte-sulla-bioterapia-nutrizionale/e-vero-che-i-vegetariani-vivono-piu-a-lungo-dei-non-vegetariani/</link>
		<comments>http://www.andreasolinas.com/domande-frequenti/domande-e-risposte-sulla-bioterapia-nutrizionale/e-vero-che-i-vegetariani-vivono-piu-a-lungo-dei-non-vegetariani/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 17:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domande e risposte sulla Bioterapia Nutrizionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andreasolinas.com/?p=1149</guid>
		<description><![CDATA[I sostenitori di questa modalità alimentare affermano che i i vegetariani e i vegani (che escludono tutti i prodotti animali, uova e latticini compresi) vivono più a lungo, addirittura da 7 a 15 anni di più dei non vegetariani. Lo &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/domande-frequenti/domande-e-risposte-sulla-bioterapia-nutrizionale/e-vero-che-i-vegetariani-vivono-piu-a-lungo-dei-non-vegetariani/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I sostenitori di questa modalità alimentare affermano che i i vegetariani e i vegani (che escludono tutti i prodotti animali, uova e latticini compresi) vivono più a lungo, addirittura da 7 a 15 anni di più dei non vegetariani.</p>
<p>Lo studio più significativo in proposito, durato 21 anni, è stato condotto dalla divisione di epidemiologia clinica a Heidelberg in Germania, confrontando la <strong>mortalità di vegetariani e non vegetariani &#8220;helath conscious&#8221;</strong> cioè attenti alla salute: infatti i vegetariani sono generalmente più propensi ad abitudini di vita salutari, fanno più uso di alimenti biologici, sono meno inclini al fumo e al consumo di alcol, praticano spesso yoga e meditazione ecc.</p>
<p>Le conclusioni sono state che la mortalità (più bassa rispetto alla popolazione generale) era equivalente nei due gruppi e quindi la dieta vegetariana non era associata  ad una riduzione della mortalità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lifestyle Determinants and Mortality in German Vegetarians and Health-Conscious Persons: Results of a 21-Year Follow-up</strong></p>
<ul>
<li><strong></strong><a href="http://cebp.aacrjournals.org/search?author1=Jenny+Chang-Claude&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit"><strong>Jenny Chang-Claude</strong></a>1<strong>, </strong><a href="http://cebp.aacrjournals.org/search?author1=Silke+Hermann&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit"><strong>Silke Hermann</strong></a>1<strong>,</strong>3<strong>, </strong><a href="http://cebp.aacrjournals.org/search?author1=Ursula+Eilber&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit"><strong>Ursula Eilber</strong></a>1<strong> and </strong><a href="http://cebp.aacrjournals.org/search?author1=Karen+Steindorf&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit"><strong>Karen Steindorf</strong></a></li>
</ul>
<p>Author Affiliations</p>
<ul>
<li><sup>1</sup>Division of Clinical Epidemiology, <sup>2</sup>Unit of Environmental Epidemiology, German Cancer Research Center, Heidelberg, Germany and <sup>3</sup>Unilever Health Institute, Vlaardingen, the Netherlands</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Finlandia risarcisce danni vaccinazione antinfluenzale</title>
		<link>http://www.andreasolinas.com/news/finlandia-risarcisce-danni-vaccinazione-antinfluenzale/</link>
		<comments>http://www.andreasolinas.com/news/finlandia-risarcisce-danni-vaccinazione-antinfluenzale/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 16:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[La Finlandia ha ammesso apertamente che la vaccinazione contro l&#8217;influenza &#8220;suina&#8221; causa narcolessia, e il governo finlandese dice che risarcirà e pagherà &#8220;le terapie per tutta la vita&#8221; dei 79 bambini che sono stati irreparabilmente danneggiati da questa vaccinazione. AFP – Wed, &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/news/finlandia-risarcisce-danni-vaccinazione-antinfluenzale/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;">La Finlandia ha ammesso apertamente che la vaccinazione contro l&#8217;influenza &#8220;suina&#8221; causa narcolessia, e il governo finlandese dice che risarcirà e pagherà &#8220;le terapie per tutta la vita&#8221; dei 79 bambini che sono stati irreparabilmente danneggiati da questa vaccinazione.</span></p>
<p>AFP – <abbr id="yui_3_3_0_1_1319906899401497" title="2011-10-05T18:30:19Z">Wed, Oct 5, 2011 <a href="http://www.andreasolinas.com/wp-content/uploads/2011/10/vaccinazione.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1144" title="vaccinazione" src="http://www.andreasolinas.com/wp-content/uploads/2011/10/vaccinazione-150x127.jpg" alt="" width="120" height="102" /></a></abbr></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; color: #000000;">Finland vows care for narcolepsy kids who had swine flu shot</span></p>
<p>The Finnish government and major insurance companies announced Wednesday they will pay for lifetime medical care for children diagnosed with narcolepsy after receiving the swine flu vaccine.</p>
<p id="yui_3_3_0_1_1319906899401304">&#8220;The compensation will provide much-needed financial assistance for the families, although it cannot take away the emotional distress caused by this condition,&#8221; Social Services and Health Minister Paula Risikko said in a statement.</p>
<p id="yui_3_3_0_1_1319906899401411">Finnish and international researchers recently found a conclusive link between the Pandemrix swine flu vaccine and new cases of narcolepsy, a chronic nervous system disorder which causes people to often uncontrollably fall asleep.</p>
<p id="yui_3_3_0_1_1319906899401417">The Finnish Pharmaceutical Insurance Pool (LVP), which represents insurance companies, said Wednesday it would honour all insurance claims in this category.</p>
<p id="yui_3_3_0_1_1319906899401412">LVP said it would review each claim individually to calculate the scope of the payout.</p>
<p id="yui_3_3_0_1_1319906899401426">The Finnish government meanwhile agreed to cover any medical costs exceeding the insurance claims.</p>
<p id="yui_3_3_0_1_1319906899401429">In Finland, 79 children between the ages of four and 19 developed narcolepsy after receiving the Pandemrix vaccine in 2009 and 2010.</p>
<p id="yui_3_3_0_1_1319906899401432">Of these cases, an unusually high number, 76, also suffered from bouts of cataplexy, suffering hallucinations or paralysing physical collapses, according to Finnish research.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>RIPARTE LA CROCIATA CONTRO L&#8217;OMEOPATIA</title>
		<link>http://www.andreasolinas.com/news/riparte-la-crociata-contro-lomeopatia/</link>
		<comments>http://www.andreasolinas.com/news/riparte-la-crociata-contro-lomeopatia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 20:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; LA STAMPA.it  22/10/2011                                                                      Alberto Magnetti &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/news/riparte-la-crociata-contro-lomeopatia/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2">LA STAMPA.it  22/10/2011                                                                      Alberto Magnetti</p>
<p><strong>In memoria del figlio del collega di Tricase</strong></p>
<p>Sono un medico.<br />
Sono un padre.<br />
Conosco le ansie e le preoccupazioni che proprio i mie ruoli congiunti di terapeuta e di genitore generano nella gestione dei malanni dei figli. Conosco i momenti in cui prognosi ed evoluzione della patologia non seguono le tue previsioni, quando la risposta ad un medicinale non è quella che ti aspettavi, quando vedi piangere tuo figlio mentre ti chiede aiuto, ti chiede di far smettere questa cosa che lo affligge, questa cosa che si chiama malattia.<br />
Quindi sono al fianco del collega che sta vivendo lo strazio della perdita del figlio, dolore che non riesco neppure ad immaginare per quanto possa essere devastante.<br />
Sono al suo fianco in silenzio.<br />
Rispetto il suo momento drammatico, capisco i suoi pensieri e i suoi dilemmi “non ho fatto abbastanza” oppure” potevo salvarlo”.<br />
Sono in silenzio ma sono disgustato<br />
Disgustato da una informazione che da un episodio drammatico di cronaca locale crea subito un articolo alla “sbatto il mostro in prima pagina”, dove il mostro è sia il padre medico sia la medicina omeopatica colpevole di non essere stata efficace nel salvare la vita di un bimbo.<br />
Non si conoscono ancora i veri motivi della morte del piccolo, quali terapie siano state utilizzate ma il solo citare  il termine omeopatia in un caso come questo lo rende subito un caso nazionale. Se fosse morto per una reazione avversa da vaccino o da farmaco convenzionale (4° causa di mortalità nel mondo occidentale) nessuno si sarebbe preso la briga di stilare neppure una riga, ma la querelle “omeopatia pro e contro” aumenta l’audience e allora nessuna sensibilità.<br />
Non sarà la morte di un piccolo bambino a cambiare la storia della medicina omeopatica, ma saranno i milioni di persone che da 200 anni continuano ad impiegarla per guarire da molte gravi malattie quando la medicina convenzionale non ha dato loro risultati soddisfacenti o ha scatenato troppi effetti collaterali.<br />
Saranno nazioni con economie in crisi che, non potendo più esaudire le richieste delle ricche multinazionali del farmaco, di fronte ai sempre più numerosi lavori scientifici di costo-beneficio in cui l’omeopatia esce vincente decideranno di scegliere la strada dell’innovazione, la strada della medicina della complessità e del risparmio sociale come bene collettivo per tutto ciò che è prevenzione della salute per lasciare i casi più resistenti o quelli chirurgici all’attuale medicina.<br />
Chi  scrive di omeopatia spesso non conosce molto dei suoi principi e l’affronta in modo superficiale, come spesso succede per certi medici che non hanno una competenza appropriata .<br />
Gli articoli citano la tisana di finocchio come causa dell’exitus , ma i giornalisti non sanno che in omepatia non si impiegano le  tisane , né rimedi in dose ponderale ma questo è un fatto marginale perché la crociata è ormai ripartita e non si ferma di fronte a queste quisquiglie.<br />
E una domanda sorge spontanea : CUI PRODEST?</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>BISTECCHE OMEOPATICHE</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 22:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[(La  Repubblica 2 Set 2011) BISTECCHE OMEOPATICHE Di Guglielmo Pepe La notizia farà storcere il naso a più di qualcuno (basta leggere i commenti ricevuti ad un mio recente post sul tema), tuttavia per il mondo delle Medicine non convenzionali &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/news/bistecche-omeopatiche/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(La  Repubblica 2 Set 2011)</p>
<p>BISTECCHE OMEOPATICHE</p>
<p>Di Guglielmo Pepe</p>
<p><a href="http://www.andreasolinas.com/wp-content/uploads/2011/10/PEPE.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1098" title="PEPE" src="http://www.andreasolinas.com/wp-content/uploads/2011/10/PEPE-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La notizia farà storcere il naso a più di qualcuno (basta leggere i commenti ricevuti ad un mio recente post sul tema), tuttavia per il mondo delle Medicine non convenzionali è un importante riconoscimento: in Europa la sicurezza alimentare si affiderà all’omeopatia e alla fitoterapia.</p>
<p>Per il momento è una decisione (come informa la “Stampa” di oggi) presa dalla commissione Agricoltura dell’Europarlamento. Dovrà quindi essere approvata dall’assemblea plenaria. Intanto è passato un progetto pilota, finanziato con 2 milioni di euro, per una ricerca sull’uso di questi farmaci negli allevamenti di bestiame. L’obiettivo è preventivo, perché il ricorso agli antibiotici per scopi curativi ha determinato una forte resistenza antimicrobica tra gli animali. Attraverso l’alimentazione questa resistenza si trasmette poi a noi umani, facendoci diventare farmacoresistenti (con le ovvie conseguenze terapeutiche).</p>
<p>C’è da tener presente che negli allevamenti biologici sono già vietati gli antibiotici. Il fatto nuovo è che se il Parlamento Europeo appoggerà il programma, l’ingresso dell’omeopatia e della fitoterapia per la tutela della salute animale avrà un timbro ufficiale.</p>
<p>Dietro la decisione si confrontano anche due diverse culture e politiche. Infatti il progetto è stato proposto in commissione da due socialisti, la tedesca Ulrike Rodust e il portoghese Luis Capoulas, ed è stato invece osteggiato dai conservatori, i quali hanno sostenuto che gli effetti dell’omeopatia non sono provati.</p>
<p>L’aspetto da sottolineare è che siamo in presenza di una ricerca. A dimostrazione che in medicina bisogna anche essere disposti a sondare nuovi terreni. Atteggiamento che però viene osteggiato da tutti quelli che – in Italia e in Europa – non solo si trincerano dietro preconcetti contro l’omeopatia (è acqua fresca, non serve a nulla, e bla bla bla), ma chiudono totalmente le porte alla ricerca, convinti che le terapie tradizionali rappresentino l’unica strada terapeutica. Per fortuna questa posizione viene contrastata dai veterinari e allevatori che curano gli animali con i prodotti omeopatici. A quanto pare efficacemente.</p>
<p>Buon per noi, per la nostra salute. E altro che effetto placebo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DALLA PARTE DELLA MEDICINA INTEGRATA</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 22:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[La Repubblica 13 Set 2011 Di Guglielmo Pepe DALLA PARTE DELLA  MEDICINA INTEGRATA Leggo solo ora dalla cronaca di Repubblica Firenze, una notizia interessante. Interessante per chi è convinto che il futuro sia nella medicina integrata, cioè quella che offre &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/news/dalla-parte-della-medicina-integrata/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Repubblica 13 Set 2011</p>
<p>Di Guglielmo Pepe</p>
<p>DALLA PARTE DELLA  MEDICINA INTEGRATA</p>
<p>Leggo solo ora dalla cronaca di Repubblica Firenze, una notizia interessante. Interessante per chi è convinto che il futuro sia nella medicina integrata, cioè quella che offre la possibiltà di curarsi – in base al tipo di disturbo e al consiglio del medico – anche con le terapie non convenzionali. La notizia è questa: è nata un’Associazione dell’ospedale di Pitigliano – dove si viene curati anche con omeopatia, agopuntura e fitoterapia – di cui fanno parte Dario Fo, Oliviero Toscani, Angela Terzani, solo per citare alcuni nomi.</p>
<p>L’Associazione è stata presentata in Consiglio regionale della Toscana dal suo presidente Fabio Roggiolani, insieme al presidente della commissione sanità Marco Remaschi (Pd) e al consigliere Fds-Verdi Mauro Romanelli. «Quella dell’ospedale di Pitigliano, in provincia di Grosseto» ha detto Remaschi, «è un’esperienza che dobbiamo far crescere e valorizzare nella prospettiva di raggiungere l’obiettivo di dare nuove opportunità e risposte adeguate alla domanda di benessere che arriva dai cittadini». Remaschi ha aggiunto che il progetto Pitigliano e la medicina integrata troveranno spazio nel prossimo piano socio-sanitario della Regione Toscana. Tra gli obiettivi anche quello di istituire borse di studio per aiutare la ricerca scientifica e per costruire progetti di integrazione tra ospedale e territorio con le medicine integrate.</p>
<p>Che la medicina integrata abbia bisogno di sostegno non v’è dubbio. Perché viene presa di mira, in modo spesso violentemente aggressivo, da chi afferma che le Mnc (ma l’omeopatia in particolare, non tanto l’agopuntura e la fitoterapia), non servono a nulla. Di questa aggressività ne so qualcosa per aver scritto sull’argomento in due recentissimi post. Tra l’altro ho scoperto di far parte di un “cerchio magico” nel quale si ritrovano tutti quelli che difendono l’omeopatia. Ora a parte che di solito mi curo con i farmaci allopatici (l’ho scritto un’infinità di volte, purtroppo inutilmente) non capisco perché vi sia tanto livore verso milioni di persone che hanno scelto di curarsi in modo diverso e, soprattutto, non capisco perché tanto disprezzo nei confronti di medici che hanno la laurea in medicina e chirurgia (e poi hanno continuato a studiare per poter praticare l’omeopatia).</p>
<p>Ciarlatani, cialtroni, maghi, spiritisti, manipolatori, truffatori, sono solo alcuni dei termini usati nei vari post (e non solo quelli ricevuti dal sottoscritto). Addirittura c’è chi distingue i medici tra “normali e omeopati”: perché questi ultimi sono “anormali”? Però di davvero fastidioso c’è l’atteggiamento arrogante, spocchioso di chi tratta milioni di persone come popolo bue. Con delle approssimazioni, con dei giudizi tranchant, che lasciano pochissimo spazio alla discussione. Un esempio? Chi sostiene l’omeopatia è contro gli Ogm? Ecco una sciocchezza. Almeno per quello che mi riguarda, avendo scritto più commenti sul fatto che non bisogna aver paura degli Ogm, non bisogna demonizzarli, bensì fare ricerca, per rassicurare la collettività.</p>
<p>Ecco, la ricerca. E’ giusto chiederla e farla proprio sull’omeopatia. Perché ad oggi questa pratica medica dà poche certezze, mentre i pazienti hanno invece necessità di avere più risposte chiare. E più opzioni terapeutiche.</p>
<p>Il problema è che non si vogliono vedere i fatti. Nei giorni scorsi ho riportato la notizia sulla commissione Europea che ha approvato un progetto di 2 milioni di euro per usare l’omeopatia negli allevamenti. Apriti cielo. Una pioggia di improperi, alcuni non pubblicati e non pubblicabili, è caduta dall’alto della sicumera degli scientisti-integralisti.</p>
<p>Comunque il mondo, nonostante le chiusure mentali, va avanti. E a proposito della decisione europea c’è da registrare il commento di Giovanni Brajon, direttore dell’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana, il quale ricorda che il Consiglio d’Europa ha votato nello scorso maggio «una risoluzione che impegna gli Stati membri oltre che ad attivare le misure necessarie di monitoraggio e sorveglianza per un corretto impiego degli antibiotici negli allevamenti a promuovere la ricerca verso la scoperta di nuove molecole ma anche e soprattutto verso l’impiego di strategie alternative che consentano di ridurne la prescrizione negli allevamenti». Non è certo una novità se si pensa che uno dei principi sui quali da anni si basa il disciplinare delle produzioni biologiche…«è proprio quello della prevenzione delle malattie degli animali che si può avvalere dell’impiego di agopuntura, omeopatia e fitoterapia».</p>
<p>La scelta dell’Unione Europea di investire risorse per la ricerca scientifica – prosegue Brajon – in questo settore è dunque scontata, lungimirante e quanto mai coerente per i sistemi di produzione agricolo-zootecnica che vorranno guardare al futuro con l’obiettivo di garantire ai consumatori prodotti salubri e di qualità. «Promuovere dunque una ricerca autonoma, trasparente ed efficace» conclude la nota del direttore dell’Istituto, «è un atto di buon governo per utilizzare con attenzione le poche risorse disponibili. Nel settore veterinario, in Italia, sono attivi numerosi gruppi di ricerca afferenti a Scuole, Società scientifiche ed Associazioni che da anni studiano con risultati interessanti l’impiego delle medicine complementari in veterinaria».</p>
<p>Non credo che gli scientisti-integralisti (ho il massimo rispetto per la scienza, quella con la “s” minuscola, quella che non si accontenta di ribadire i fondamenti del metodo scientifico), prenderanno nota di questa posizione, né, credo, saranno disposti a verificare i “risultati interessanti” ottenuti finora, sottolineati dal direttore Giovanni Brajon. Ce ne faremo una ragione. Ma di sicuro la forza delle proprie idee non si afferma additando al pubblico ludibrio chi si cura – e cura – con le medicine complementari.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>HDL E STATINE</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 22:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[LANCET 22 Lug 2010 Anche se la concentrazione del colesterolo HDL è utile nella valutazione del rischio cardiovascolare iniziale, le concentrazioni del colesterolo HDL non sono predittive del residuo rischio vascolare nei pazienti trattati con statine e che hanno concentrazioni &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/news/hdl-e-statine/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LANCET</p>
<p>22 Lug 2010</p>
<p><em>Anche se la concentrazione del colesterolo HDL è utile nella valutazione del rischio cardiovascolare iniziale, le concentrazioni del colesterolo HDL non sono predittive del residuo rischio vascolare nei pazienti trattati con statine e che hanno concentrazioni molto basse di LDL</em></p>
<p><strong>HDL cholesterol and residual risk of first cardiovascular events after treatment with potent statin therapy: an analysis from the JUPITER trial</strong></p>
<p>Prof <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=Paul%20M+Ridker">Paul M Ridker</a> MD a b , Prof <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=Jacques+Genest">Jacques Genest</a> MD c, <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=S%20Matthijs+Boekholdt">S Matthijs Boekholdt</a> MD f, Prof <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=Peter+Libby">Peter Libby</a> MD b, Prof <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=Antonio%20M+Gotto">Antonio M Gotto</a> MD d, Prof <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=B%C3%B8rge%20G+Nordestgaard">Børge G Nordestgaard</a> MD e, <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=Samia+Mora">Samia Mora</a> MD a b, <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=Jean%20G+MacFadyen">Jean G MacFadyen</a> BA a, <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=Robert%20J+Glynn">Robert J Glynn</a> ScD a, Prof <a href="http://www.thelancet.com/search/results?fieldName=Authors&amp;searchTerm=John%20JP+Kastelein">John JP Kastelein</a> MD f, for the JUPITER Trial Study Group</p>
<p><strong>Summary</strong></p>
<p><strong>Background</strong></p>
<p>HDL-cholesterol concentrations are inversely associated with occurrence of cardiovascular events. We addressed, using the JUPITER trial cohort, whether this association remains when LDL-cholesterol concentrations are reduced to the very low ranges with high-dose statin treatment.</p>
<p><strong>Methods</strong></p>
<p>Participants in the randomised placebo-controlled JUPITER trial were adults without diabetes or previous cardiovascular disease, and had baseline concentrations of LDL cholesterol of less than 3·37 mmol/L and high-sensitivity C-reactive protein of 2 mg/L or more. Participants were randomly allocated by a computer-generated sequence to receive rosuvastatin 20 mg per day or placebo, with participants and adjudicators masked to treatment assignment. In the present analysis, we divided the participants into quartiles of HDL-cholesterol or apolipoprotein A1 and sought evidence of association between these quartiles and the JUPITER primary endpoint of first non-fatal myocardial infarction or stroke, hospitalisation for unstable angina, arterial revascularisation, or cardiovascular death. This trial is registered with <a href="http://ClinicalTrials.gov/">ClinicalTrials.gov</a>, number <a href="http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00239681">NCT00239681</a>.</p>
<p><strong>Findings</strong></p>
<p>For 17 802 patients in the JUPITER trial, rosuvastatin 20 mg per day reduced the incidence of the primary endpoint by 44% (p&lt;0·0001). In 8901 (50%) patients given placebo (who had a median on-treatment LDL-cholesterol concentration of 2·80 mmol/L [IQR 2·43—3·24]), HDL-cholesterol concentrations were inversely related to vascular risk both at baseline (top quartile <em>vs</em> bottom quartile hazard ratio [HR] 0·54, 95% CI 0·35—0·83, p=0·0039) and on-treatment (0·55, 0·35—0·87, p=0·0047). By contrast, among the 8900 (50%) patients given rosuvastatin 20 mg (who had a median on-treatment LDL-cholesterol concentration of 1·42 mmol/L [IQR 1·14—1·86]), no significant relationships were noted between quartiles of HDL-cholesterol concentration and vascular risk either at baseline (1·12, 0·62—2·03, p=0·82) or on-treatment (1·03, 0·57—1·87, p=0·97). Our analyses for apolipoprotein A1 showed an equivalent strong relation to frequency of primary outcomes in the placebo group but little association in the rosuvastatin group.</p>
<p><strong>Interpretation</strong></p>
<p>Although measurement of HDL-cholesterol concentration is useful as part of initial cardiovascular risk assessment, HDL-cholesterol concentrations are not predictive of residual vascular risk among patients treated with potent statin therapy who attain very low concentrations of LDL cholesterol.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Affermazioni del deputato Scilipoti Domenico</title>
		<link>http://www.andreasolinas.com/news/affermazioni-del-deputato-scilipoti-domenico/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 23:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[COMITATO PERMANENTE DI CONSENSO E COORDINAMENTO PER LE MEDICINE NON CONVENZIONALI IN ITALIA COMUNICATO STAMPA SULLE AFFERMAZIONI DEL DEPUTATO SCILIPOTI DOMENICO CIRCA LE MEDICINE NON CONVENZIONALI  Le recenti esternazioni pubbliche del deputato Scilipoti Domenico ci obbligano, a tutela dei pazienti e dell’onorabilità &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/news/affermazioni-del-deputato-scilipoti-domenico/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table>
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"><strong><a href="http://www.comitatomnc.org/" target="_blank">COMITATO PERMANENTE DI CONSENSO E COORDINAMENTO PER LE MEDICINE NON CONVENZIONALI IN ITALIA</a></strong><strong><br />
</strong><strong><em>COMUNICATO STAMPA SULLE AFFERMAZIONI DEL DEPUTATO SCILIPOTI DOMENICO CIRCA LE MEDICINE NON CONVENZIONALI </em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong><strong><em></em></strong><strong><em></em></strong>Le recenti esternazioni pubbliche del deputato <strong>Scilipoti Domenico</strong> ci obbligano, a tutela dei pazienti e dell’onorabilità e serietà della nostra professione, a una decisa e nettissima presa di posizione che disconosce qualunque pretesa del suddetto deputato di rappresentanza del movimento delle Medicine Tradizionali e Non Convenzionali in Italia.Le sigle che costituiscono il <strong><a href="http://www.comitatomnc.org/" target="_blank">Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia</a></strong>, che comprendono le più rappresentative associazioni di medici di tutte le MNC classificate dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, dei professionisti delle professioni sanitarie primarie dell&#8217;Osteopatia e della Chiropratica, e dei pazienti che a questo mondo si rifanno, si dissociano dai contenuti, oltre che dalla forma, delle affermazioni del deputato, non riconoscendogli alcun titolo, né delega, né diritto a rappresentare con autorevolezza, verità e competenza le istanze dei medici che  queste discipline esercitano con competenza, in scienza e coscienza, e dei pazienti che a queste discipline ricorrono con beneficio per la loro salute.</p>
<p>Considerano pertanto anche immotivata e ingiustificata, visto il suo ruolo di deputato nella vigente Legislatura, la sua recente nomina ad “<em>Esperto per la Medicina Complementare del Consiglio Superiore di Sanità</em>”, ruolo esclusivamente tecnico e competenziale per il quale sono richiesti requisiti che il deputato non possiede se non per autoreferenziale investitura.</p>
<p>Milano, 07.05.2011</p>
<p>La Coordinatrice, Dott.ssa Antonella Ronchi</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;incontro con l&#8217;Omeopatia</title>
		<link>http://www.andreasolinas.com/dott-andrea-solinas/lincontro-con-lomeopatia/</link>
		<comments>http://www.andreasolinas.com/dott-andrea-solinas/lincontro-con-lomeopatia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 16:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dott. Andrea Solinas]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono iscritto alla facoltà di Medicina nel 1976 dopo varie discussioni con mio padre: il mio interesse primario era infatti la Psicologia, ma dopo varie argomentazioni siamo arrivati  al &#8220;compromesso&#8221; che avrei preso la Laurea in Medicina e poi mi &#8230; <a href="http://www.andreasolinas.com/dott-andrea-solinas/lincontro-con-lomeopatia/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono iscritto alla facoltà di Medicina nel 1976 dopo varie discussioni con mio padre: il mio interesse primario era infatti la <strong>Psicologia</strong>, ma dopo varie argomentazioni siamo arrivati  al &#8220;compromesso&#8221; che avrei preso la Laurea in Medicina e poi mi sarei potuto dedicare alla Psicologia e alla Psichiatria.<br />
Durante gli anni di studio pur mantenendo vivo il mio interesse per Psiche Umana, si è sviluppato, contemporaneamente ad una visione critica della Psichiatria ufficiale, un interesse crescente verso le manifestazioni somatiche, per cui verso il quarto anno di Medicina avevo deciso che il mio futuro sarebbe stato la <strong>Medicina Psicosomatica</strong>, (non mi sono in realtà allontanato di tanto da quell&#8217;idea) anche se non era ben chiaro che cosa fosse.In quell&#8217;epoca ero affascinato dall&#8217;Oriente e dalle Medicine Orientali (il mio primo viaggio in Oriente risale al 1980) perché  il modello della <strong>Medicina Tradizionale Cinese</strong>, noto in occidente prevalentemente nella forma della <strong>Agopuntura</strong>, offriva una <em>visione globale ed integrata del funzionamento del corpo e della psiche umana</em>.<br />
Nel 1982 , dopo la <span style="text-decoration: underline;"><strong>laurea in Medicina</strong></span> iniziai la <span style="text-decoration: underline;"><strong>Scuola di Specializzazione in Pediatria</strong></span>, e proprio dalla riflessione e dall&#8217;osservazione clinica delle terapie in età pediatrica ebbi una vera <strong>crisi di coscienza</strong> : trovavo giustificabili e razionali soltanto le <strong>terapie di &#8220;emergenza&#8221; </strong>, per il resto mi pareva che l&#8217;approccio terapeutico consistesse prevalentemente in una reiterata somministrazione di antibiotici, antinfiammatori e cortisonici in bambini che &#8220;<em>continuavano ad ammalarsi a ripetizione</em>&#8220;.<br />
D&#8217;altronde il modello della <strong>Medicina Cinese</strong> per quanto affascinante era poco applicabile (almeno nel nostro contesto) alle malattie dell&#8217;infanzia.<br />
All&#8217;apice di questa crisi professionale agli albori della professione medica, durante la frequenza di un corso di Agopuntura a Roma, un collega mi parlò per la prima volta della <strong>Medicina Omeopatica</strong>: per me fu un vero &#8220;colpo di fulmine&#8221;.<br />
Finalmente avevo trovato un metodo che non solo a livello teorico proponeva un <strong>Modello Unitario dell&#8217;Essere Umano</strong>, ma forniva allo stesso tempo efficaci strumenti terapeutici, coerenti col modello, per intervenire nel ripristinare la salute ed ottenere un miglior Equilibrio psico-fisico.<br />
E tutto questo senza l&#8217;uso di sostanze chimiche e conformi al principio Ippocratico del &#8220;<strong>primum non nocere</strong>&#8220;.<br />
Gli anni successivi sono trascorsi alla ricerca di chi davvero poteva insegnarmi un &#8220;<strong>Arte</strong>&#8221; (nella accezione più nobile del termine) che quanto più progredivo nella conoscenza, tanto più si rivelava difficile nella sua applicazione.</p>
<p>Dopo i primi ed entusiasmanti successi terapeutici infatti, mi rendevo conto che l&#8217;<strong>Omeopatia</strong> si poteva applicare a vari livelli, e che poterla utilizzare in modo profondo ed efficace richiedeva conoscenze approfondite.<br />
Iniziarono le prime &#8220;peregrinazioni&#8221; in Italia e in <strong>Europa</strong>, quindi una tappa decisiva della mia formazione sono stati i sei mesi trascorsi in <strong>Messico</strong> nella città di Oaxaca, dove all&#8217;epoca si era trasferito un  insegnante di Omeopatia divenuto famoso in Europa: ll prof. Proceso Sanchez Ortega.<br />
Quell&#8217;esperienza oltre ad arrichire le mie conoscenze mi ha permesso di rendermi conto dei limiti di un impostazione troppo ortodossa e integralista della Omeopatia, e dalla quale ho preso progressivamente le distanze.</p>
<p>Nel 1987 un altra svolta fu legata all&#8217;incontro con <strong>George Vithoulkas</strong> che grazie alla sua fama riusciva a riunire in una piccola isola della Grecia omeopati provenienti da tutto il mondo .<br />
Il confronto coi nuovi fermenti del mondo omeopatico che nascevano in vari paesi &#8220;anglofoni&#8221; e con concezioni meno baronali dell&#8217;insegnamento ha rappresentato un grosso stimolo verso la ricerca e l&#8217;esplorazione di nuovi modelli.</p>
<p>Nel 1995 mi fu offerta l&#8217;opportunità di strutturare una <strong>Scuola di Omeopatia Classica  a Sassari</strong>, aperta a tutti i medici interessati.<br />
Devo onestamente riconoscere di non aver mai avuto una passione per l&#8217;insegnamento, ma lo sentivo come un &#8220;dovere morale&#8221; : infatti l&#8217; &#8220;omeopatia&#8221; che era &#8220;sponsorizzata&#8221; in <strong>Sardegna</strong> fino a quel momento era l&#8217;omotossicologia e il &#8220;complessismo&#8221; che hanno poco a che vedere con la vera Omeopatia e che, a mio avviso, rispondevano solo ad interessi commerciali.<br />
La nascita del mio quinto figlio ha contribuito a mettere termine a questa esperienza assieme alla necessità di un periodo di <strong>riflessione critica </strong>sulle modalità di insegnamento della Medicina Omeopatica nel contesto attuale.<br />
Già prima di iniziare l&#8217;attività didattica seguivo con interesse l&#8217;evoluzione di una nuova metodologia nell&#8217;Omeopatia Classica che il collega e amico dott.<strong>Massimo Mangialavori </strong>andava sviluppando.<br />
La frequentazione dei suoi gruppi di studio internazionali in questi anni e lo studio e l&#8217;applicazione clinica del <strong>Metodo della Complessità in Medicina Omeopatica </strong>da lui strutturato rappresentano oggi il punto di arrivo di quasi 30 anni di studio e applicazione del Principio dei Simili. (<em>vedi ultimo paragrafo di LA MEDICINA OMEOPATICA: <a title="metodo della complessità" href="http://www.andreasolinas.com/omeopatia/il-metodo/per-capire-oltre/" target="_blank">PER CAPIRE OLTRE</a> </em>)</p>
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